Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica

Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica

Liceo Scientifico Vitruvio Pollione – Avezzano

Roulette tra matematica e fisica -La cicloide: la bella Elena della Matematica – Classe 4Q

Sapete, voi, cos’è una cicloide? 

Ci pensano i ragazzi del 4Q a spiegarci cos’è e come funziona.

L’invenzione è affidata all’importantissimo Pascal, ma il nome le fu attribuito anni dopo, da Galileo. 

La prima parte del laboratorio è dedicata ai singoli passaggi necessari per la realizzazione di ciò che viene definita l’ “Elena della geometria”, a dimostrazione dell’impegno che è necessario per la sua realizzazione.

Ci viene quindi presentata la sua storia, i travagliati passi che ci hanno portato a poterla comprendere e a saperla apprezzare: si parte dal sedicesimo secolo, periodo della sua invenzione, fino ai giorni nostri, passando per Mersenne e Galileo: infatti, a causa della sua forma, furono diversi i dibattiti che scaturirono nel corso dei secoli.

Dietro questa curva si nascondono innumerevoli elementi affascinanti, e il 4Q ce li mostra tutti, permettendoci inoltre di osservare in diretta il suo utilizzo nella descrizione di moti.

Con una spiegazione chiara sarà possibile a tutti comprendere questa curva e in particolari i principi fisici che la caratterizzano.

Ma perché partecipare a questo laboratorio?

La risposta è semplice: la cicloide è ovunque…e non è un eufemismo!

Ci vengono infatti mostrati moltissime applicazioni nella quale la cicloide viene coinvolta, dallo sport alla medicina, dall’architettura al turismo.

Siete curiosi di saperne di più?

Raschiatore Antonella 4H 

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Darwin salvato da una foto – Classe 4°D

Ed è arrivato anche l’ultimo giorno di questa particolare ma intensa settimana scientifica… Per questo abbiamo deciso di visitare il laboratorio “Darwin salvato da una foto” del 4D: il titolo, sin da subito, ci ha suscitato grande curiosità.

Appena entrate nel laboratorio, i ragazzi ci hanno ben accolte illustrando in breve di cosa trattasse il loro progetto ma tenendoci sulle spine alimentando il nostro interesse.

I ragazzi sono partiti da alcuni taccuini di Darwin rubati dall’università di Oxford, i quali però, erano stati scannerizzati (per questo il titolo “Darwin salvato da una foto”); pertanto hanno voluto ricostruire le tappe fondamentali del viaggio di Darwin in Sud America e, la formulazione della teoria dell’evoluzione. Per essere ancor più chiari, hanno inserito, tra una spiegazione e l’altra, parti del film “Creation”.

Però non si sono limitati ad una semplice presentazione, in quanto hanno creato anche un simpatico quiz su Darwin, per cercare di interagire maggiormente con gli spettatori.

Tutti i ragazzi si sono mostrati gentili e disponibili, insieme al loro professore…Sicuramente è un laboratorio che merita di essere visto!

 Alessia Babbo e Comfort Di Genova, 4B

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Un viaggio oltre I confini: i mille volti di Leonardo Da Vinci

Chi sarà oggi il protagonista della nuova avventura?

Comincia il nostro viaggio, tappa dopo tappa cercheremo di scoprire cos c’è di nuovo, di interessante, legato a mille misteri. Andremo a caccia di risposte.

‘’Partiamo da Vinci!’’ affermano i ragazzi della casse 4H. Questo nome ti suona forse familiare?

Credo proprio di sì. Parlo esattamente di lui: Leonardo da Vinci, scrittore, scultore, inventore e pittore. Il grande genio ci accompagnerà in questa nuova impresa piena di sfide ed imprevisti.  

‘’Un viaggio oltre i confini del tempo’’ è l’impavido obiettivo dell’escape room, una battaglia contro l’inesorabile scorrere degli anni, contro la pigrizia di chi cerca di dimenticare il passato. L’uomo è arte, e quest’ultima è parte del suo vissuto e della sua quotidianità. Per questo non dev’essere ignorata, è preziosa, è vita, è ieri, oggi e domani.

Viaggiando nella stanza virtuale migliaia di immagini mi scorrono davanti. Come può una sola persona aver generato così tanta bellezza?

La sua mente, i suoi occhi, le sue mani: Leonardo era nato per plasmare arte, per concepire incanto.

Quante sue opere possiedono fama mondiale? Ma chi ne conosce realmente il senso, il significato e la storia?

Ciò ha spinto la classe 4H a voler raccontare Da Vinci e i suoi mille volti, a volerne narrare il talento e i molteplici misteri che lo avvolgono, in maniera però tutt’altro che banale o addirittura noiosa.

 In un periodo in cui il mondo virtuale rappresenta l’unica via di fuga, ci viene concessa la possibilità di sfuggire al triste presente , anche se per pochi istanti, e di tuffarci senza preoccupazioni all’interno delle opere più importanti del genio quattrocentesco.

Sembra quasi di viverci dentro, di assistere al momento della loro creazione.

E tu non sei curioso di vivere questa magica esperienza? Leonardo ti aspetta!

Visita il laboratorio ‘’Un viaggio oltre i confini: i mille volti di Leonardo’’, la classe 4H ti mostrerà la magia della sua arte.

Che esperienza emozionante..!                                                                                                  

     Giulia Calisse e Margherita Scalisi, 4H ?

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I colori degli atomi – Classe 4°C

La classe IVC con un video ha ripercorso l’evoluzione dei modelli atomici teorizzate nel corso degli anni. 

Fondamentale per l’evoluzione dei modelli atomici è stato lo studio della luce; quando parliamo di questa dobbiamo dividere tra modello corpuscolare e quello ondulatorio, in quest’ultimo caso viene considerata come un fenomeno continuo caratterizzato da diverse onde. Uno dei fenomeni spiegabili tramite il modello ondulatorio è quello della rifrazione della luce, questo evento comporta un cambiamento di direzione del raggio luminoso nel momento in cui si sposta tra due mezzi di diversa densità.

La natura corpuscolare fu scoperta da Isaac Newton che facendo passare un raggio di luce attraverso un prisma vide che questo veniva scomposto in tante particelle colorate e che ponendo un altro prisma rovesciato si andava a ricomporre il raggio. Planck sostenne questa teoria affermando che la luce è formata da quanti, teoria confermata da Einstein tramite l’effetto fotoelettrico per il quale ottenne il premio Nobel.

Il primo modello atomico fu quello di Thomson, conosciuto come “modello a panettone”, secondo il quale l’atomo è una sfera piena di materia carica positivamente con elettroni sparsi al suo interno.

Successivamente Rutherford elaborò il modello planetario secondo il quale l’atomo è formato da un nucleo formato da protoni (carichi positivamente) e gli elettroni ruotano attorno ad esso in un grande spazio vuoto chiamato atmosfera elettronica. questo modello però non venne accettato perché gli elettroni dovrebbero compiere un lavoro per opporsi all’attrazione da parte del nucleo e questo comporterebbe l’instabilità dell’atomo. 

Partendo dalla concezione di nucleo elaborata da Rutherford, Bohr elaborò il suo modello atomico secondo il quale attorno al nucleo formato da protoni ci sono sette livelli sui quali gli elettroni descrivono le loro orbite. Questo modello si basa su due postulati, quello dello stato stazionario secondo il quale gli elettroni si muovono su orbite stazionarie preferenziali caratterizzate da una certa quantità di energia. Il secondo postulato è quello dello stato eccitato secondo il quale fornendo energia all’elettrone questo passa ad un livello eccitato (ad energia maggiore), nel momento in cui non si fornisce più energia questo torna allo stato stazionario emettendo una quantità di energia pari al dislivello energetico tra le due orbite coinvolte. 

Con questo secondo postulato Bohr va anche a spiegare la diversa colorazione delle righe degli spettri, che considera come la conseguenza dei diversi tipi di fotoni emessi dall’elettrone eccitato.

Per verificare il modello atomico di Bohr i ragazzi del IVC hanno fatto alcuni esperimenti sulla fluorescenza e la fosforescenza. Entrambi questi fenomeni prevedono che una fonte di energia (in genere luce visibile) ecciti gli atomi facendo saltare gli elettroni sull’orbita più esterna e quando questi tornano sull’orbita interna emettono luce.

La fosforescenza è un fenomeno di emissione di radiazioni caratteristica di alcune sostanze chimiche a seguito di eccitazione elettronica, si distingue dalla fluorescenza in quanto in questa l’effetto è immediato e si interrompe appena viene a mancare la forma di energia, mentre nella fosforescenza l’effetto continua anche nel momento in cui la causa cessa. 

De Broglie basandosi sulla doppia natura della luce ipotizza che questa potesse essere caratteristica anche della materia in generale, ipotizzando che l’elettrone, come il fotone, potesse essere descritto sia come particella che come onda. Studiando infatti il suo moto ipotizzo che anch’esso potesse avere moto ondulatorio di lunghezza d’onda specifica. 

Questa ipotesi venne confermata successivamente da due statunitensi che osservarono che quando un fascio di raggi x attraversa un reticolo cristallino produce un’immagine di diffrazione simile a quella prodotta da un fascio di elettroni che attraversa lo stesso reticolo. Essendo la diffrazione un fenomeno tipicamente ondulatorio la natura ondulatoria degli elettroni può essere confermata. 

Il fisico tedesco Heisenberg analizzò il modello atomico di Bohr analizzandone i limiti, egli affermò che è impossibile parlare di orbite precise e di eventuali traiettorie descritte in quanto tanto più sperimentalmente ci si avvicina al valore della velocità, tanto più risulta alterata la posizione dell’elettrone.

Partendo da queste osservazioni l’orbita diventa la regione di spazio in cui c’è più alta probabilità di trovare l’elettrone. L’applicazione delle leggi della probabilità per individuare la posizione degli elettroni non venne mai accettata da Einstein che affermò “Dio non gioca a dadi”. 

Bonaldi Sofia e Scatena Francesca, 5B

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